IL PROGETTO

Napee è la prima ecopelle che nasce dalla canapa; la prima al mondo realizzata interamente con le materie di scarto sviluppate nella coltivazione e il cui intero processo produttivo non prevede l’uso di solventi tossici né la realizzazione di scarti non riciclabili.

 

Napee è un prodotto innovativo creato da Alessandro Fabbri e Giuseppe Guido; un prodotto tessile che ha prerogative similari alla pelle, e come la pelle è in grado di mantenere la traspirabilità, perché si ottiene da un impasto tra un biopolimero organico e la polvere del canapulo, anche detto legno di canapa, quindi con tutte le caratteristiche di essere attraversato dall’umidità.

 

Grazie all'intuizione di Guido, Fabbri ha focalizzato la sua ricerca sull'accoppiatura di questo composto su tessuto organico vegetale: il prodotto finale è Napee, un’ecopelle traspirante.

 

Gli studi si stanno evolvendo ulteriormente: il filato di base sarà di fibra di canapa e filamento di basalto, la volontà è quella di usare ciò che al momento è considerato uno scarto. 

La realizzazione di Napee risponde alla necessità di ottenere un risultato che soddisfi più esigenze e con un bilancio di emissione di CO2 al di sotto dello zero ecologico. 

Dopo aver sviluppato dal sughero diversi materiali innovativi, Alessandro Fabbri ha elaborato, in quattro anni di ricerca, nuove applicazioni di utilizzo per il canapulo, che a oggi è pari a circa a due terzi della biomassa secca prodotta dalla coltivazione della canapa. Il canapulo attualmente è bruciato, questo materiale di scarto è la base di Napee. 

 

La polvere Napee si realizza grazie alla canapa, che dopo i tre mesi di vita va in macerazione. Con il macero ciò che si ottiene è diviso tra corteccia, la parte legnosa della canapa, composta dal 94% di cellulosa e 6% di lignina, e fibra. Il tutto deve essere protetto dall’acqua, grazie all’uso di bidoni in alluminio riutilizzabili, ogni dettaglio è curato perché tutta la lavorazione sia rispettosa dell’ambiente.

 

Il composto da cui viene creato Napee è utilizzabile non solo come sostituito della pelle nelle sue funzioni più ordinarie, ma ha una larga e ampia prospettiva di uso persino in ambito edilizio. 

 

In sintesi: da un’unica lavorazione si ottengono le basi per la realizzazione di più prodotti. 

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Il Progetto